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Non crediate che sia crudele tenere un cane in un appartamento cittadino: la sua felicità dipende soprattutto dal tempo che potete trascorrere con lui, dal numero di volte che vi può accompagnare nelle vostre uscite; al cane non importa nulla aspettare per ore ed ore davanti alla porta del vostro studio, se poi ne avrà in premio dieci minuti di passeggiata al vostro fianco.
Per il cane l'amicizia personale è tutto. Ricordate però che in questo modo vi assumete un impegno tutt'altro che lieve, perché dopo è impossibile rompere l'amicizia con un cane fedele, e darlo via equivale ad un omicidio.
Konrad Lorenz
 

 L’amore richiede tempo

 Cucciolo o adulto?

 Anziano è bello!

 Regole per l’adozione all’Arca di Piera

 

L’amore richiede tempo

di Andrea Comini

Gesto nobile quello di adottare un amico tra le centinaia di migliaia rinchiusi nei canili, meglio ancora se viene da uno dei tanti, troppi, “lager” per creature innocenti che sono una delle più tristi vergogne d’Italia. Scelta d’amore, verrebbe da dire. Ma… c’è un ma: troppo spesso il nobile gesto viene seguito da un rapido quanto vile dietro-front e il povero cane si ritrova di nuovo chiuso in gabbia dopo aver avuto appena il tempo di “annusare”, finalmente, una vita decente. Persino peggio che non conoscerla mai!
Eppure, salvo casi veramente sfortunati, basterebbe poco per evitare che un nobile gesto si tramuti in una vergognosa fuga di fronte alle proprie responsabilità. Basterebbe un po’ di informazione preventiva sugli eventuali problemi di adattamento. Ecco qualche caso “classico”.

Sporca in casa
In canile, la vita è scandita da pochi eventi fissi: pappa, pulizia della gabbia con canna dell’acqua, forse una breve passeggiata una volta la settimana e qualche coccola frettolosa da parte dei volontari, oberati di lavoro perché sempre in sottonumero rispetto agli “ospiti”. Punto. Naturalmente se non siamo in un canile-lager, perché in tal caso la faccenda somiglia più a un girone dell’inferno che a una triste seppure decorosa prigione per quattrozampe. Ma in entrambi i casi, il cane si ritroverà comunque nella condizione di “farla” quasi sempre nella stessa gabbia in cui si trova. Non per scelta (i cani adulti odiano vivere tra escrementi e urina) ma perché non può uscire. Guarda caso, molti tra coloro che riportano indietro il cane dopo pochi giorni dall’adozione lo fanno proprio perché… sporca in casa! Ora, basterebbe armarsi di un po’ di pazienza, secchio, strofinaccio e qualche bocconcino per risolvere il problema nell’arco di pochi giorni. E, naturalmente, portare fuori il cane almeno quattro volte al giorno, già. Arrabbiarsi non serve a nulla: fare i suoi bisogni è per lui la cosa più naturale del mondo e la nostra disapprovazione non potrà essere capita in alcun modo. Invece, gratificarlo quando li fa fuori casa serve eccome!

Non torna quando lo chiamiamo
Spesso e volentieri, prima dell’abbandono, durante la vita randagia o in canile, il cane conosce il maltrattamento, le “botte”. Può essere stato l’indegno ex proprietario a picchiarlo oppure un estraneo incontrato nei suoi tristi vagabondaggi alla ricerca di cibo, o anche il personale del canile (sì, non sono tutti “angeli”…). Poche ore trascorse insieme al nuovo amico a due zampe non possono bastare a cancellare la paura di “prenderle”, soprattutto se chiamiamo il cane con voce spazientita perché, rapito da un odore trovato in un prato, non torna all’istante. Prima di liberare un cane adottato in un’area aperta, quindi, bisogna ricostruire la sua fiducia nel genere umano. Ci vuole dolcezza e pazienza. All’inizio, se abbiamo il dubbio che non si fidi troppo di noi (e ci vuole poco a capirlo…), liberiamolo solo in aree recintate. E ogni volta che torna, perché chiamato o di sua spontanea volontà, diamogli un bocconcino e una carezza. Ci metterà poco a imparare che da noi riceverà solo amore.

Aggredisce gli altri cani
Qui la faccenda è più complessa. Ci sono cani che non sanno convivere con i loro simili e le ragioni possono essere tante. Poi ci sono soggetti che hanno imparato in canile o per la strada che gli altri cani sono dei concorrenti: poco cibo per tanti affamati crea rivalità feroci, anche tra gli esseri umani. A volte, invece, la causa siamo noi. O meglio, l’immenso valore che l’adozione ha per il cane abbandonato. Ritrovare una casa, una famiglia, cibo, calore e affetto significa ritornare alla vita dopo aver trascorso giorni, mesi o anni nella zona d’ombra prossima alla morte che la solitudine rappresenta per il cane, animale di branco che ha bisogno degli altri, a due o a quattro zampe, per avere fiducia nella sopravvivenza. Ecco perché potrebbe attaccare i cani che si avvicinano a noi: per lui abbiamo un valore immenso e non vuole rischiare che qualcun altro se ne appropri. Anche in questo caso, la cura spesso è il tempo. Raggiunta una buona sicurezza del fatto che il nuovo “branco”, cioè noi, l’ha definitivamente adottato, la sua preoccupazione potrebbe scemare. Ma non sempre. In tal caso, assumiamoci la nostra responsabilità evitandogli possibilità di scontro con i rivali.

Non ci lascia mai soli
Il motivo è talmente ovvio che non avrebbe bisogno di spiegazioni: ha paura di perderci, di ritrovarsi nuovamente solo. Succede, ed è facile comprendere come si senta il nostro nuovo amico ogni volta che ci allontaniamo. Se all’inizio ci segue come un’ombra per tutta la casa e quando usciamo cerca di seguirci, se lasciato solo o confinato in un’altra stanza, magari di notte, ulula e abbaia per chiamarci, non c’è niente di strano, lo fanno spesso anche i cuccioli senza abbandoni alle spalle appena arrivati a casa. Poi, piano piano, si abituerà, di pari passo con la crescita della sua sicurezza circa la nostra definitiva accettazione della sua presenza nel “branco”. Se così non fosse, e potrebbe capitare come capita anche con cani non abbandonati, dovremo aiutarlo ad abituarsi ai momenti di solitudine adottando un programma di “separazioni” calcolate, con l’aiuto di un serio esperto di comportamento canino. Non è difficile, serve solo un po’ di costanza e attenzione.

Pensiamoci prima, non dopo
Sembra incredibile ma quanto illustrato fin qui copre buona parte delle cause di restituzione dei cani adottati dai rifugi. Cause banali e quasi sempre rimediabili, se le si esamina con un minimo di cultura specifica. Il problema è che tale cultura è poco diffusa. Anche tra coloro che adottano un cane abbandonato, quanti si prendono la briga di informarsi prima sui possibili problemi che dovranno affrontare? E a monte, quanti cani finiscono nei canili la prima volta proprio perché chi li prende lo fa senza un minimo di preparazione? Per evitare di creare infelicità, spesso basterebbe un minimo di cultura cinofila, oltre a un po’ di pazienza: l’amore, quello vero, richiede tempo.

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Cucciolo o adulto

E’ innegabile, i cuccioli sono belli, bellissimi, tutti quanti… anche quelli che da grandi non diventeranno particolarmente splendidi da cuccioli sono irresistibili… e tutti si lasciano conquistare da quei musetti buffi che fanno tanta tenerezza.

Ma… c’è un ma… anche tutti gli altri ospiti del rifugio sono stati cuccioli, meravigliosamente da coccolare proprio come gli ultimi batuffoli approdati in rifugio… e poi… poi sono cresciuti, ed hanno smesso di essere così buffi e divertenti, e chi si era tanto innamorato di loro ha deciso in un modo o nell’altro di disfarsene. E loro sono disperati, disillusi, aspettano un nuovo amico da amare e con cui condividere la loro vita. Quindi viva gli ex cuccioli ormai adulti, la cui adozione vi riempirà la vita di felicità, niente dà più soddisfazione che far tornare la gioia di vivere ad un 4 zampe tradito dalla vita; in poco tempo vedrete riaccendersi nel suo sguardo quella luce che in troppi anni di gabbia o di maltrattamenti si era spenta, e la sua eterna infinita gratitudine nei vostri confronti sarà la miglior paga per la vostra scelta. Un cane adulto quando viene scelto è consapevole che gli state cambiando destino e possiamo affermare con certezza ed esperienza, che proprio in base a questa sua consapevolezza la sua dedizione sarà imparagonabile a qualsiasi cane preso da cucciolo.

“un cane adulto non si affezionerà mai come un cucciolo” è questa l’obiezione principe che sentiamo tutte le volte che proponiamo un cane adulto… NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO!!

Inoltre come diciamo sempre, di un cucciolo è impossibile prevederne sia la stazza che il carattere e se avete in mente un certo tipo di cane dovete essere preparati a convivere con un cane forse totalmente diverso da come pensavate.
Di un cane adulto la sua taglia è certa, grande o piccola è sicuro che così rimarrà per sempre.
Inoltre, in un cane adulto è già visibile il suo carattere e  la sua indole e poiché nella sua scelta, più che all’estetica è bene pensare a questo, essa sarà più compatibile alle vostre esigenze e stile di vita.
Di un cucciolo non si sa in anticipo se diventerà un cane irrequieto, vivace, dolce, indipendente, tranquillo, mentre in un cane adulto tutte le caratteristiche caratteriali sono ben visibili, inoltre, soprattutto se siete alla prima esperienza, non pensate di poter tirare su un cucciolo esattamente come volete voi, perché, sebbene in buona fede, sono moltissimi gli errori comunemente fatti da padroni inesperti nell’educazione dei cuccioli, errori che portano poi ad avere adulti problematici, che passato l’entusiasmo iniziale spesso purtroppo ritornano adulti in un canile.
Un cane adulto si adatta rapidamente, e rapidamente
apprende le abitudini dei suoi nuovi amici a due zampe, essendo a loro molto grato, sopratutto se precedentemente ha sofferto un abbandono o anni di canile. Questo perché l'apprendimento del cane è legato all'istinto del gioco, istinto che non perderà fino all'età avanzata, quindi l'adozione di un animale non dovrà mai essere dipendente dall'età dello stesso; per l'adozione dobbiamo farci guidare da quello che noi potremo offrirgli con il nostro stile di vita, dando peso alla taglia ed al carattere dell'animale e non all'estetica o all'età.

Con tutto ciò non vogliamo certo togliervi la voglia di adottare un cucciolo… però pensateci bene, e se deciderete di recarvi in un rifugio x scegliere il vostro nuovo amico a 4zampe, concedetevi il beneficio del dubbio… prima di chiedere dei cuccioli fate un giro x le gabbie e fatevi guidare dall’istinto, magari tra gli ospiti adulti si nasconde proprio quel musetto capace di rubarvi il cuore.  

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Anziano è bello!

Il discorso fatto per i cani adulti vale ovviamente anche per gli anziani, con in più la consapevolezza che liberando un cane o un gatto anziano gli regalerete di certo i migliori anni della sua vita.

Non è una scelta facile, ci rendiamo conto, adottare un vecchietto a 4zampe vuol dire mettere in conto che non potrà stare con noi per moltissimi anni, ma anche se fossero solo 3, 4 o 5 che importa… regalare una pensione serena ad un recluso a vita può dare tanto, tantissimo. L’esperienza ci insegna che cani anziani ormai diventati un po’ apatici nelle noiose giornate di nulla in canile, una volta adottati sono tornati vivaci e allegri come cuccioli, sembrano persino ringiovaniti!!!

Curiosando in rete ho trovato questo brano, di autore ignoto, che mi permetto di riportare qui perché è un pensiero che condivido in pieno, e che è un po’ la filosofia di chi ha il cuore così grande da voler adottare un animale anziano:

Quando ho visto il mio cane per la prima volta, nei suoi occhi ho letto tanta tristezza ed allora gli ho detto:

 "Vieni, sarai il mio amico". Abbiamo condiviso ogni istante della nostra vita e nei suoi occhi leggevo:         "Ti voglio bene e ti ringrazio".
Quando la morte è giunta a separarci, l'ho preso tra le mie braccia tenendolo stretto e piangendo ho chiesto:
"Perché è già finita?"
Con un ultimo sguardo il mio amato compagno mi ha risposto:
"Perché un altro cane randagio diventi tuo amico".

 

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ADOTTARE UN CANE ALL’ARCA DI PIERA

La vittoria più grande per noi volontari è sicuramente l’adozione!

Se decidete di adottare un peloso amico presso l' ARCA di PIERA recatevi in rifugio, un volontario vi affiancherà e vi aiuterà a fare la scelta migliore (o almeno così speriamo!). A tal proposito ricordiamo che in rifugio non sempre sono presenti i volontari preposti alle adozioni, vi consigliamo quindi di telefonare prima della vostra visita.

La decisione di accogliere in casa un nuovo amico a 4zampe con cui condividere un pezzetto della vostra vita è un momento importante.. per voi e per lui/lei! Il compito di noi volontari è proprio quello di presentarvi i nostri ospiti. Attraverso una chiacchierata con voi potremo capire che tipo di compagno state cercando, in base alle vostre abitudini ed esigenze vi indicheremo quali potrebbero essere i soggetti più adatti a voi.

Non tutti gli ospiti del rifugio hanno un trascorso uguale, conoscere bene loro ed anche un po’ voi permetterà a tutti di portare a buon fine la tanto attesa adozione!

Nel caso di soggetti particolarmente timidi, paurosi o difficili, è consigliabile effettuare almeno due/ tre incontri tra l’animale ed il futuro affidatario, per far si che si cominci a creare un rapporto volto a intensificarsi col tempo. Laddove se ne presenti la necessità i primi approcci cane/amico umano potranno essere affiancati dal veterinario comportamentalista, che saprà dare un prezioso contributo per instaurare da subito un buon rapporto equilibrato con il nuovo arrivato.

I requisiti fondamentali richiesti per adottare un ospite del rifugio sono un grande amore, ma soprattutto un grande rispetto, per colui che avete deciso diventerà un nuovo membro della vostra famiglia!

L’Arca di Piera è un rifugio privato che non riceve alcuna sovvenzione, un’offerta da parte di chi dimostra di avere il cuore così grande da voler adottare un suo ospite è dunque sempre cosa gradita.

Ricordiamo che tutti i cani presenti in rifugio sono tatuati o microchippati, vaccinati, le femmine adulte sterilizzate, sono testati per la filaria e seguono la profilassi.

E’ richiesta la firma di un modulo di affido, e sono previsti colloqui  pre/post adozione da parte dei volontari preposti.

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