STERILIZZARE,
UN GESTO D’AMORE
Sterilizzare
il proprio animale è davvero un gesto
d’amore, e non solo dal punto di vista (di
parte, è inutile negarlo!) di noi volontari,
che dopo anni da
spettatori impotenti del fenomeno
dell’abbandono, di cucciolate non volute, di
cani diventati troppo grandi, troppo pelosi,
troppo abbaioni o non so cos’altro, di canili
sempre troppo pieni e di troppi poveri corpi
straziati sulle strade, siamo ovviamente PRO
sterilizzazione.
Al
di là di tutte queste premesse di parte,
sterilizzare è davvero un gesto d’amore, e se
avrete la cortesia di voler arrivare fino al
fondo di questo scritto vi spiegheremo il perché.
Purtroppo
il termine “sterilizzazione” crea ancora un
certo disagio in molte persone, poiché
è opinione comune vedere l’intervento come un
atto contro natura.
Occorre
però riflettere sul fatto che l’animale non
ha la consapevolezza della sessualità che è
tipica nella vita adulta dell’uomo, infatti la
maggior parte degli animali non è monogama ed
esercita la sessualità come puro impulso
all’accoppiamento, volto alla riproduzione ed
alla conservazione della specie.
Non
c’è quindi proprio nulla di romantico e di
riconducibile ad un atto d’amore
nell’accoppiamento
dei cani e gatti!
Chiarito
questo punto, passiamo ora alle motivazioni
oggettive del perché sterilizzare è un gesto
d’amore.
- per
salvaguardare la salute: la sterilizzazione, sopratutto se eseguita
prima del primo calore riduce quasi a zero
il rischio che le femmine in età adulta
sviluppino tumori mammari, annulla la
possibilità di insorgenza di neoplasie
ovariche e uterine e di piometre ed evita
l’insorgere di gravidanze isteriche,
mentre nei maschi la castrazione previene le
neoplasie della prostata, il contagio di
malattie contraibili durante le lotte con
gli altri maschi e, nei soggetti
particolarmente predisposti, tende a placare
l’eccessiva aggressività e la tendenza a
marcare il proprio territorio con le urine. Ricordiamo
inoltre che la credenza che
sia necessario far fare almeno una
cucciolata alla propria cagna o gatta prima
della sterilizzazione
è ovviamente una leggenda
metropolitana senza alcun fondamento
scientifico. L'intervento non presenta
rischi, se non quelli minimi legati
all'anestesia e il post-operatorio,
sopratutto in animali molto giovani, è
breve.
- per
garantire una migliore qualità della vita:
I maschi
durante la stagione degli accoppiamenti non
vivono esattamente un periodo felice:
talvolta
smettono addirittura di nutrirsi, si
lamentano in continuazione, vagano
irrequieti senza più curarsi dei pericoli,
presentano ferite, alle volte anche gravi,
riportate durante gli scontri per garantirsi
la femmina, spesso scappano, finendo
investiti o perdendo definitivamente la
strada di casa, oppure contraggono malattie
per via ematica tra cui, per i gatti, la
temibile immunodeficienza felina, ovvero una
forma di AIDS trasmissibile solo tra
appartenenti alla stessa specie, che provoca
l’insorgere di numerose patologie
collaterali.
Le femmine diventano irrequiete, nervose, le
gatte miagolano rumorosamente per settimane,
anche la notte; le cagnette non possono
essere portate liberamente al parco perchè
presto verrebbero assalite da numerosi
maschi e finito il calore i problemi
potrebbero continuare con le stressanti
gravidanze isteriche.
Non
dimentichiamoci poi che sterilizzare è un gesto
d’amore anche xchè permette di dare una
chance in più agli ospiti dei rifugi: basta
visitare un qualsiasi rifugio per rendersi conto
che ci sono già troppi cani e gatti e troppi
pochi umani disposti ad ospitarli. Sarebbe
davvero egoistico fare nascere altri animali i
quali, ammesso che trovino una buona casa,
condannerebbero una volta di più gli animali
dei rifugi a trascorrere il resto della loro
vita in gabbia.
Per
tutte queste ragioni riteniamo che sterilizzare
sia davvero un gesto d’amore
Grazie
a tutti coloro che avranno avuto la pazienza di
leggere fino qui, e speriamo di avervi
definitivamente convinti a prendere la decisione
più giusta per il benessere dei vostri animali.
|