
A gennaio del 2000, una brutta mattina, buia, la nostra femmina di pastore tedesco: Trix, dopo 9 anni di piacevole convivenza moriva. Trix era entrata in casa nostra che era un batuffolo morbido, eravamo andati a sceglierla in una cucciolata da un conoscente, i miei figli erano piccoli e quando lei era cresciuta li aveva seguiti nei loro giochi e ci aveva accompagnato nelle scampagnate e nelle gite in montagna. Nel 2000 i bambini non erano più piccoli e con mio marito decidemmo di aprire la nostra casa ad un cagnone che avesse già vissuto e che rischiasse di passare i suoi giorni in un canile. Andammo quindi da Piera e passammo il suo esame, per una settimana entrai al canile, a volte sola, a volte con mio figlio, altre con mio marito, li avrei portati tutti a casa..
Mio marito aveva adocchiato un incrocio di pastore tedesco- husky, bello possente, era nella gabbia con una femmina bianca tipo lupo, un po’ troppo ombrosa, l’ho vista ringhiare ad un bambino e non mi sono fidata, ora so che col tempo probabilmente sarebbe cambiata.
Quindi scegliemmo Joe, detto Gioi. La mattina seguente al suo arrivo a casa, mi accorsi che avrei avuto un po’ più di problemi con lui rispetto a come eravamo abituati con Trix, mio figlio aprì il cancello perché il padre potesse uscire con l’auto e Joe a differenza di Trix, che ci guardava uscire, si lanciò per la strada e cominciò ad annusare in giro, io dovetti infilarmi il cappotto sopra il pigiama, erano le 7,30 del mattino del 31 gennaio, buio pesto, e cominciai ad andargli dietro, fortunatamente si fermò davanti ad un cancello con un suo simile e potei portarlo a casa; da quel giorno prima guinzaglio a Joe, quindi apertura cancello. Joe era molto diffidente nei primi tempi: il canile segna. Quindi se eravamo in passeggiata e si presentava qualcuno un po’ inatteso, gli abbaiava, abbaiava anche a mio suocero se lo vedeva con il berretto in testa, ad un certo punto gli ha anche sotterrato un berretto; questa cosa del sotterrare si è verificata molte volte: ho perso un guanto e un paio di calzettoni, sono riapparsi dopo anni, li aveva sotterrati.
La cosa che mi ha dato più da pensare, che però si è risolta come tutti gli altri problemi, è stato che una volta salito in auto, non ne voleva più scendere, se provavi ad afferrarlo per il collare ti ringhiava, ed io questa cosa di avere un cane che mi ringhiasse non l’accettavo bene, non è stato facile imparare ad interagire con lui, ma ora mi viene da sorridere a pensare a tutte le volte che avrei voluto mollare e riportarlo al mittente!
Con gli anni l’unico problema che non abbiamo risolto è stato l’uscire da solo, a volte anche in passeggiata, se sentiva un profumo accattivante, era un donnaiolo, si faceva chilometri per raggiungere la meta ed io dietro! Spesso sono tornata a prendere una bici per poterlo acchiappare, e se capiva che volevi mettergli il guinzaglio le provava tutte per scappare.
A noi piace camminare in montagna e un cane è un’ottima compagnia, quindi ce lo portavamo dappertutto; con una accortezza, attenzione alle pecore, le mucche lo intimorivano, ma le pecore erano alla sua portata e le atterrava con foga tra la nostra costernazione, la prima volta pensavo l’avesse uccisa, ma per fortuna, dopo aver recuperato il cane, la pecora si rialzò e se ne andò sulle sue zampe.
Purtroppo nell’aprile 2006, Joe, avrà avuto 8 o 9 anni massimo, era ancora bellissimo, ha cominciato a non stare bene, era un po’ sottopeso, a volte faticava a muoversi, il veterinario ha proposto un cambio di dieta e di stare a vedere, un pomeriggio però, dopo aver preso il guinzaglio, non vidi arrivare il solito cane felice di uscire, mi allarmai, ed andai alla cuccia: Joe era coricato dietro la stessa nella propria urina e mi guardava implorante, ho chiamato mio figlio ed il veterinario che è venuto a prenderlo per visitarlo, il responso è stato tristissimo: cancro! Era già esteso e hanno previsto altri 15 gg di vita, però con una pastiglietta di cortisone al giorno ha cominciato a mangiare di nuovo bene, ha ripreso peso ed è andato avanti tre mesi, siamo anche stati a SCODINZOLANDO 2006 ed ha vinto il primo premio dei cani anziani, i bambini hanno decretato all’unanimità: BELLISSIMO!
A fine giugno ha cominciato a stare di nuovo male, a giorni alterni, a volte si muoveva camminava, altre non riusciva ad alzarsi, ci è capitato che si stendesse per strada per riprendere le forze, e noi ci fermavamo vicino a lui ad aspettare. Purtroppo nell’ultima sua settimana mio marito ed io siamo andati fuori casa e mio figlio si è dovuto occupare della sua agonia, io ho il ricordo di lui in piedi che mi guarda mentre gli dico: "aspettami", ma non ce l’ha fatta.
Tutto questo per dire: accogliete un cagnone adulto, sarà magari impaurito, ringhioso, ma col tempo e con l’affetto vi saprà ripagare come nessun altro.
Quello che si dice della riconoscenza dei cani che hanno vissuto in canile è vero, sapranno ricompensarvi di tutti gli sforzi fatti x entrare in sintonia con loro con un amore ed una dedizione che nessun cane acquistato saprà mai regalarvi.
DANIELA